Le più recenti ricerche internazionali sull’età evolutiva ci hanno dimostrato che lo sviluppo avviene in modo integrato: linguaggio, movimento, intelligenza, comunicazione, attenzione, memoria, emozioni e capacità di relazione crescono sostenendosi reciprocamente. Le caratteristiche del bambino si interfacciano con l’ambiente che lo circonda e le sue esperienze contribuiscono a modellare il suo sviluppo cognitivo ed affettivo.

Quando un bambino cresce con un ritardo o un’atipia di sviluppo questo complesso equilibrio rischia di rompersi e difficoltà inizialmente piccole o molto settoriali possono andare a interferire con la crescita globale del bambino.

Essere genitori è un lavoro complesso, che non s’impara a scuola e che nasce da un insieme di reazioni istintive, coinvolgimento emotivo e riflessione consapevole. Quando un figlio presenta un disturbo dello sviluppo (un problema di crescita) il compito diventa ancora più difficile e spesso i genitori si sentono disorientati o poco competenti.
Per evitare che queste situazioni si cronicizzino e diventino più serie è necessario capire prima possibile cosa sta succedendo, qual è il problema principale del bambino, quali sono le conseguenze che questo problema sta avendo o può avere sul suo sviluppo e, di conseguenza, come comportarsi nei suoi confronti e come aiutarlo a superare le sue difficoltà.

Negli ultimi anni le alterazioni dello sviluppo del movimento, del linguaggio, dell’attenzione, dei primi apprendimenti scolastici, della comunicazione e dell’intelligenza generale sono state raccolte sotto un’unica categoria, quella dei Disturbi del Neurosviluppo. Sono disturbi molto frequenti, che hanno una base neurobiologica, ma risentono molto anche dei fattori ambientali; possono presentarsi isolatamente, ma spesso si associano o si susseguono nel tempo. Con la crescita tendono a ridursi di intensità, ma non scompaiono e persistono anche in età adulta, anche se spesso in forma più lieve.

Se non riconosciuti, o se affrontati in modo inadeguato, tendono a modificarsi più lentamente, ad interessare più aree dello sviluppo, dando luogo a problemi emotivi e comportamentali secondari, che rendono più difficile l’adattamento. Se riconosciuti in tempo e trattati correttamente, lo sviluppo può riprendere un ritmo più regolare e l’impatto del disturbo sulla vita quotidiana del bambino (e dell’adulto che sarà domani) può essere contenuto e ridotto al minimo.

Sono molte le figure professionali che si occupano dei Disturbi del Neurosviluppo: medici Neuropsichiatri Infantili, Psicologi dell’Età Evolutiva, Logopedisti, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. Ognuna di queste figure possiede competenze specifiche, conosce e sa affrontare bene alcuni aspetti dello sviluppo e delle sue alterazioni. Il confronto e la collaborazione tra queste figure professionali fa sì che il bambino possa essere conosciuto ed aiutato in modo pieno, tenendo conto di tutta la complessità che abbiamo brevemente descritto.

Poiché questi Disturbi si modificano con lo sviluppo, nel corso del tempo il ruolo delle diverse figure può cambiare ed esse possono alternarsi nel lavoro diretto con il bambino e nel supporto ai genitori: il lavoro in équipe fa sì che questa alternanza sia prevista e programmata, riducendo il rischio di interventi frammentari che inseguano il disturbo invece di controllarlo.

Per rispondere a questi problemi Wecare offre ai bambini con Disturbi del Neurosviluppo e alle loro famiglie un percorso assistenziale integrato e multidisciplinare (Neuropsichiatri Infantili, Psicologi dell’Età Evolutiva, Logopedisti/Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva) che parte dalla diagnosi e che prevede interventi riabilitativi mirati (anche in piccolo gruppo), tempestivi rispetto alle diverse fasi di organizzazione del disturbo, affiancati da un intervento di supporto psicologico e da un counseling per le figure genitoriali quando questo si renda necessario.

L’obiettivo è affrontare insieme al bambino e alla famiglia le difficoltà connesse con il disturbo, offrendo una presa in carico complessiva, flessibile ed integrata, in rete con le altre figure ed istituzioni coinvolte (scuola, pediatri etc.)

Wecare basa la propria organizzazione sulle linee di indirizzo nazionali per la Salute Mentale in Età Evolutiva:

  • Linee di indirizzo nazionali per la Salute Mentale 2008, pag. 23
  • Piano di azioni nazionale per la salute mentale CSR 24/1/2013
  • Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, DCM 12/1/2017, Art.25 comma 1
  • Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali in area pediatrico – adolescenziale” CSR 21 dicembre 2017